diario da Città del Messico. nost-algia di ironia

Sabato pomeriggio a Città del Messico di fine agosto. Ieri era venerdì. Viernes de quincena. il venerdì in cui vengono pagati gli stipendi. Ogni quindici giorni è venerdì de quincena. E la città diventa l’incubo infernale. Diventa l’invivibile conglomerato di traffico, odio e follia di cui tanto si parla in giro. Muoversi da un quartiere [...]

diario da Città del Messico. italiani ammazzati

Qualche giorno fa è stato ammazzato un italiano a Città del Messico. Su Repubblica esce un pezzo scritto evidentemente da un analfabeta, caratteristica sempre più comune tra i giornalisti (o sedicenti tali) nostrani. Questi i fatti. L’uomo, un sessantenne pensionato ex ferroviere del nord, a giudicare dal cognome veneto, trasferito in Messico da 5 anni, [...]

diario da Città del Messico. Io sono El Santo.

La giornata di ieri poteva sembrare un qualsiasi venerdì a Città del Messico. Un venerdì barzotto direbbe qualcuno. Per esempio io. Poi all’improvviso si fanno le 7 di sera e raggiungo Silvia e i suoi amici in una cantina del centro storico. Quattro chiacchiere e qualche tequila. Continua ad essere venerdì. Nove e mezza, Arena [...]

diario da Città del Messico

Il fatto è che vivo in attesa. Non ho capito bene di cosa ma finalmente ho capito che sono in attesa. Prima dei mesi. Ora dei giorni. Il segreto sta nel riuscire a mettere qualcosa di interessante nell’intercapedine di questa attesa. Quindi un giorno attendo la scadenza per la consegna di un articolo agli ostinati [...]

diario da Città del Messico

Apro gli occhi sul soffitto bianco rugoso. Notte brava ieri sera: karaoke! Amo il karaoke. La gente si scatena su una pista tirando fuori il peggio di sé e cantando il peggio della musica mondiale, ovunque ci si trovi. Io sto in Messico, quindi si cantano i capolavori di Luís Miguel, Elvis Crespo, e altri [...]

diario da Città del Messico

Un po’ di silenzio per qualche giorno. È che magari uno si prende una pausa. Del resto passare dalle emozionanti avventure golpiste centroamericane alla routine messicana è un po’ come una pizza in faccia (per i lettori non romani una pizza non è in senso stretto. vuol dire schiaffo). La città mi ha accolto indifferente [...]

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