diario da Città del Messico


Ho inviato il mio primo curriculum vitae in spagnolo.

È per un lavoro che non ho capito bene. Ma uno da qualche parte deve pur cominciare, quando si costruisce una nuova vita all’estero.  Contemporaneamente sto cercando di organizzare dei piccoli gruppi di giovani messicani, desiderosi di padroneggiare la lingua di Dante, per dare loro delle lezioni di italiano.

Uno si chiede: ma perché mai un messicano dovrebbe venire da te a imparare a parlare italiano? Non potrebbe andare da qualcuno che lo conosce?

La risposta è che, sì, potrebbe, ma io li sto raggirando. Vengo in Messico a truffare la gente.

Questa è la verità.

Mentre attendo che il pesce abbocchi, la mattina mantengo sfilacciate relazioni telematiche con amici viventi in Europa. Tommaso è un vecchio amico che studia a Tubingen. Che si trova in Germania.

Tommaso mi racconta di una città in cui la zona più sicura, pulita, meglio organizzata e bella della città è un quartiere di ex residenze militari, ora occupato da un migliaio di anarchici. Dice che è la zona più vivibile della città che di per sé è tra le più vivibili della Germania.

Forte.

Hai capito, Vittò? TUBINGEN, altro che il DF.

Allora scatta la competizione dei migranti.

Ah sì? Allora sai che è successo oggi qui a Tenochtitlán (antico nome di Città del Messico, per chi non lo sapesse)? Dico, sai che è successo?….. eeeee…..ecco che è successo.

Che stamattina è stato sospeso il servizio della pompa di benzina situata nella Calzada Legaria, tra la calle Carrillo Puerto e Ignacio Allende, nella delegación Miguel Hidalgo. E lo sai perché è stato sospeso il servizio? Eh? Lo sai, saputello primomondista?

Suspence…

Perché una dozzina di veicoli sono rimasti in panne, visto che in quella pompa di benzina gli è stata venduta acqua invece della benzina.

Hanno fatto il pieno di acqua.

Sono arrivati lì e hanno detto, pieno grazie, e il benzinaro gli ha risposto, certo, subito. E gli ha fatto il pieno.

Di acqua. Non a uno. A DODICI AUTOMOBILISTI.

Voglio credere, e l’ottuso Vittorio insieme a me, che questo non sia un errore o una truffa da napoletano, bensí la dimostrazione che in Messico le automobili ecologiche a H2O non sono sogni, ma solide realtà.

Sono felice che a Tubingen l’utopia anarchica sia finalmente realizzata. Ma sono orgoglioso di aver scelto il posto in cui il surrealismo rompe ogni barriera.

Vittorio dorme placido. Credo che anche lui sia un migrante. Devo scoprire qualcosa del suo torbido passato.

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