diario da Città del Messico – 3 giugno 09


Dice: apri un blog così poi scrivi quello che ti pare, quando ti pare.
Allora uno decide che visto che sta dall’altra parte dell’oceano è il caso di scrivere una volta al giorno. Anche per aggiornare amici e parenti su come vanno le cose.
E uno sta dall’altra parte dell’oceano per andare via da obblighi, impegni, promesse che non può mantenere.
Apre un blog e subito è costretto a scriverci qualcosa tutti i giorni. Anche se magari quel giorno non gli va. Oppure se ne voglio scrivere due o tre nello stesso giorno e poi no per una settimana che fa?
Comunque oggi una cosa piccola ce l’ho da scrivere.
È precipitato un aereo carico di persone in mezzo all’Oceano Atlantico. Nessuno sa come. Dice che quasi sicuramente non si troverà la scatola nera. Già è tanto se hanno trovato dei pezzi di rottame grandi come una padella.
Dopo solo due giorni sul sito di Repubblica è scomparsa la notizia. Tutti erano costernati. Ora sono zitti.
Tempeste elettromagnetiche, aerei scomparsi, oceano. Non sono un po’ troppi gli elementi? Cosa ci stanno nascondendo? Qual è la scomoda verità che non si vuole che esca allo scoperto?
Molti gli interrogativi. Cerco le risposte in vecchie puntate di Lost. Prima e seconda stagione.
Pare che prima di perdere contatto radio il pilota abbia asserito di aver visto un’enorme piede di marmo galleggiare in mezzo al mare.
Vittorio ha l’aria di chi ne sa qualcosa. Ma esso fissa il vuoto e tace.

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