diario da Città del Messico – 31 maggio 09


Vivo in una stanza con il materasso per terra, le valigie piene di vestiti e un toro di cartapesta grande come un alano.
Quando uno parte per cercare fortuna io me lo immagino sempre con una valigia di cartone e una giacca e un cappello.
Io sono partito con un mac, una macchina fotografica e un paio di Birkenstock infradito. Non sono proprio credibile.
Sto cercando lavoro. Nel frattempo scrivo diari di ventenne su una rivista femminile patinata e vado avanti con il mio primo romanzo.
Vivo a casa di un giornalista della Jornada. è un giornalista con le palle. Mi ospita in quella che ormai è la mi a cameretta.
Leggendo il giornale, appena arrivato qui, mi sono accorto che in questo paese surreale, che pensavo di conoscere bene, succedono delle cose sorprendenti e spaventose.
Tipo la seguente:
Il giorno 16 maggio duemilanove, un commando di 80 paramilitari presumibilmente appartenenti al gruppo dei Los Zetas, hanno fatto irruzione alle 4 di mattina in un carcere vicino alla città di Zacatecas. Travestiti da poliziotti federali dell’AFI, corpo speciale istituito dall’ex presidente Vicente Fox, hanno prelevato con 15 camionette blindate e contraffatte e UN ELICOTTERO, 53 prigionieri legati al cartello del Golfo.
Durata dell’operazione: 35 minuti.
Il commando era armato con fucili da guerra e AK-47.
Non è stato sparato un solo colpo.
Los Zetas sono degli ex militari dei corpi speciali dell’esercito. Disertori. Sono stati addestrati dagli Stati Uniti nella Escuela de las Americas. Ora sono il braccio armato e supertecnologico e superarmato e superspaccaculi del Cartel del Golfo.
Allora, o io sono un esagerato del cazzo, oppure questa è una di quelle notizie che dovrebbero comparire un po’ in giro.
Parlando con il mio amico Simone, che vive a Bogotà da anni, commentavo la cosa.
“Beh, cazzo, manco in Colombia!”
Benvenuto nel paese del narco.
Guardo negli occhi il mio toro di cartapesta e mi chiedo dove cazzo sono finito.
Esso non mi risponde e continua a guardarmi ottuso.
Sono qui da una settimana. Una settimana e un giorno.
Bienvenido a México!

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