diario da Città del Messico


cafetacvba

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Insieme a 55mila persone ieri sera ho pensato di organizzare una festa di compleanno.

Sono andato al Foro Sol. e mi sono dato appuntamento con i miei 55mila amici. Quando sono arrivato stavano tutti bevendo da un pezzo.

Per non sbagliare mi sono messo a bere pure io.

Poi dopo un po’ sono arrivati i festeggiati. quattro giovinastri che hanno fatto una banda di musica e ogni tanto suonano. Sono 20 anni che ogni tanto suonano. E allora noi ragazzi abbiamo pensato che sarebbe stato carino festeggiare con loro questi venti anni.  E ieri abbiamo cantato las Mañanitas tutti insieme nel Foro Sol. Non so dire ora la quantità di birra che è stata ingollata e quella che è stata pisciata.

So che la festa è durata quasi quattro ore e che per quatto ore tutti questi amici urlavano come dei pazzi. E ballavano. E cantavano. E bevevano.

Fatto sta la sorpresa che gli abbiamo fatto è riuscita abbastanza bene.

Il gruppo che faceva gli anni si chiama Cafe Tacvba.

poi siamo andati a riprendere le nostre ventimila automobili. Le avevamo parcheggiate nei garage di quelli che abitano intorno al Foro Sol. E loro si fanno pagare 100 pesos per far parcheggiare le macchine nei loro garage. O davanti alle loro case. Sono gentili perché se no dovresti parcheggiare lontanissimo.

Poi se glie lo chiedi ti fanno pure pisciare a casa loro dopo il concerto. Perché lo sanno che poi dopo il concerto devi pisciare ancora. E ancora quando arrivi a casa. E ancora quando stai dormendo. Comunque quando gli parcheggi davanti casa non è che è obbligatorio pagare, anche perché la strada è di tutti. Però loro ti dicono “Se mi paghi di sicuro non succede niente alla tua macchina, amigo”. Allora tu dici, beh, meno male che c’è lui. E allora tu dici, ma questa frase mi pare di averla già sentita un sacco di volte a Roma, però con un accento napoletano. E allora tu dici, ma perché cazzo devo discutere con uno così che magari c’ha il pezzo.

Quindi gli dai i cazzo di soldi e vai a festeggiare i tuoi amici Cafe Tacvba al Foro Sol. Gli hanno fatto una festa simile anche nella Tribuna Antiimperialista all’Avana, che è la capitale di Cuba. Che è un’isola antiimperialista. Dicono.

Ho un amico che si chiama Rojo. Io lo chiamo Rosso perché voglio sottolineare il fatto che sono italiano e darmi un tono. Il Rosso ha degli occhiali otttagonali e l’ho sempre visto ubriaco. Ma nella vita vera non è così. È come un supereroe: Superborracho. Che quando è in pubblico (di sera) è sempre tra il brillo e l’ubriaco. Poi nella vita vera da Clark Kant fa il maestro elementare ed è molto serio. Forse gli occhiali ottagonali li porta solo quando è un supereroe della birra.

Dopo questa iniezione di ottimismo vedo il video del presidente delle nuove camicie nere. Ronde nere. Un terrone che parla come il signor Pavignanì di Ciprì e Maresco. Mi sento sovversivo. Bevo succo di mela.

Non parlo più con Vittorio. Forse ora dovrei chiamarlo Littorio. Comunque. Dopo avergli menato sta tutto il giorno rivolto verso l’angolo della stanza. Fa l’offeso. Cerca di farmi sentire in colpa. La gestione dei rapporti col senso di colpa da parte di un toro di cartapesta. Proprio quello che mi mancava!

Una Risposta

  1. Yo también estuve en el concierto de Café Tacuba!!!

    Saludos!!

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