diario da Città del Messico


luchadores en la calle

luchadores en la calle

Il sabato mattina la città è sempre vuota. Qui si fa festa dal venerdì. La gente è a casa spolpata dalla borrachera della sera prima e deve prepararsi a quella del sabato.

Prendere la metro di sabato mattina alle 10.30 fa un po’ impressione. Siamo in sei su un vagone che normalmente deborda passeggeri.

Arrivo a Polanco, a casa di Akira. Dobbiamo parlare di un progetto che abbiamo deciso di sviluppare insieme a un suo amico chef, Tadashi.

Solo che nessundo di noi ha fatto colazione e quindi ci lanciamo per le strade di Tacuba. Verso il mercato. Verso il sope, una tortilla di mais più grande e ovale del normale, scaldata sulla piastra. Sopra la tortilla si adagia la carne, il formaggio, la salsa. Quello che ti pare. Comida de mercado. Ovviamente è buonissima.

Al mercato di Tacuba, una zona molto popolare, a fianco a noi stanno armando la lucha libre. Per la strada hanno montato un ring e i luchadores si preparano a esibirsi di fronte ai tanti bambini e ai loro genitori.

Noi tre con il sope in mano osserviamo.

Il presentatore è un ragazzetto. “Il Partido de Accion Nacional è lieto di presentare lo spettacolo di lucha libre! Benvenuti.”

È un’iniziativa del PAN. PAN et circenses. IL partito di ultradestra, attualmente al governo, che rappresenta la classe ricca e conservatrice del paese, va in missione nei quartieri popolari il sabato mattina a regalare alla gente spettacoli di lucha libre.

I luchadores sono dei panzoni. La lucha è di bassa qualità. Non fanno salti. Non fanno acrobazie. Non si menano. Sono lenti. Sono patetici.

Ma il pubblico sembra apprezzare. In più è gratis e i pupi si divertono.

Noi lasciamo il mercato  prima che ci sia un vincitore, ma secondo me Pirata avrà la meglio su Mascara de Hielo. Quanto meno non è obeso e ha le lenti a contatto bianche, come il Mystico.

Ci aspetta un lungo pomeriggio alcolico. Ora siamo pronti.

Vittorio l’ho lasciato a casa. Da quando ha scoperto dio è diventato un fanatico. Ora cerca di convertirmi alla fede. Ma non attacca.

Il suo dio non avrà mai la meglio su di me.

Il cammino è disseminato di tranelli e difficoltà.

Una Risposta

  1. cazzo gieppo questo blog è forse l’unica cosa seria che hai mai fatto nella tua inutile vita. mi è venuta voglia pure a me
    poi mi dici coe si fa

    saluto a littorio lateranense

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