diario dalla Repubblica Bananera dell’Honduras


 

Cardinale golpista

Cardinale golpista

Sono le treeundiciminuti di notte. Tra tre ore e diciannove minuti ho la sveglia. Dovrei dormire ma non ce la faccio. Domani è una giornata difficile. Pare che tornerà a casa il presidente deposto Manuel Zelaya, per gli amici Mel.

Esso è un ex oligarca. Cioè è un ex destrorso, eletto nel partito liberale, che all’improvviso ha abbracciato gli ideali rivoluzionari. E i soldi di Chávez. Ed è diventato di sinistra come ci piace a noi.

Insomma lui viene da una famiglia un po’ così. Quegli adorabili latifondisti che disboscavano a rotta di collo le foreste centroamericane e sfruttavano la gente per ammucchiare soldi stipati nelle banche di Miami. Un po’ meno merda di Pinocheletti per capirsi.

Insomma domani pare che arrivi lui. Così dicono. Tant’è che visto che qua il suo amico Micheletti lo vuole arrestare per centomila capi d’imputazione (ogni giorno aumentano in modo esponenziale. Me lo ha detto il tassinaro stasera prima del coprifuoco che parte alle dieci di sera) tutto l’esercito si è riversato come un sol’uomo all’aeroporto per occuparlo. Bloccarlo. Presidiarlo. Che così quando arriva gli rompiamo il culo, mi ha detto un soldato ieri.

E dunque domani è una giornataccia. Non si sa che può accadere. Potrebbe esserci un’esplosione di ultravaiolenz tra li sbirri e tutti quei cittadini che si sono rotti il cazzo di stare sempre a farsi pigliare per il culo da squallidi golpisti obesi che ancora si accoppiano tra parenti e vanno in giro in doppiopetto (perché queste sono alcune delle amene peculiarità dell’oligarchia centroamericana).

Oppure potrebbe succedere un cazzo. Chi può dirlo.

Comunque i giornalisti internazionali sono gente molto figa. I fotografi reuters, ap, afp latinoamericani hanno le palle quadrate, vanno in giro con caschi, giubotti antiproiettile, maschere antigas e tendenzialmente come tutti i fotoreporter so quelli che ci pigliano le sveglie con più facilità. Respect!

Poi ci sono i giornalisti patinati della CNN o BBC che fanno i fighetti e pagano (un cazzo) gli stringer del posto. 

Poi ci sono gli hondureñi che appoggiano quel maiale di Micheletti. Quando essi manifestano li riconosci perché se passi per caso per di là esci che profumi di Kenzo o Fernando Rodriguez o come cazzo si chiama quel profumo costosissimo che si mettono le dive della tivvù.

Oggi poi il cardinale dell’Honduras, che per chi non lo sapesse è una specie della più alta carica ecclesiastica in questo paese di buffoni, tale Oscar Andrés Rodríguez, ha pronunciato le seguenti parole “Faccio un appello all’amico José Manuel Zelaya, che quando ha preso possesso della presidenza ha citato tre comandamenti: non mentire, non rubare e non uccidere. Pensiamo che un’azione precipitosa possa provocare un bagno di sangue.”

Questo ha detto. Allora io mi sono chiesto se lui lo ha detto perché lo sa. O perché è un veggente. O perché si fa passare dai golpisti i ragazzini che si incula nella sagrestia. O forse perché ha fatto indigestione di banane.

Insomma succedono cose così in questo splendido paese che affaccia sul futuro facendo colpi di stato militari.

Ora davvero è ora di coricarsi. Tra sei minuti inizia una giornata densa.

La foto che posto l’ho scattata oggi all’aeroporto. Qualcuno la troverà di cattivo gusto. Ma che cazzo me frega? Il blog è mio. Sto in un paese golpista. E si sa che chi sta con lo zoppo…

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