diario dalla Repubblica Bananera dell’Honduras


 

campesino de Honduras

campesino de Honduras

Tegucigalpa mi rompe il cazzo. Ogni 50 metri c’è un McDonald’s, un KFC, un Burger King, Un D&D. Sta città è piena di merda imperialista yanqui. Mi fa incazzare che la gente dica che, no non vogliamo Zelaya perché poi arriva Chávez e trasforma il nostro paese in una colonia marxistaleninista tipo Venezuela. Noi non li vogliamo i comunistibolscevichi. Dicono davvero così. E allora penso. Non è che mi piaccia Chávez. Cazzo no. Però vuoi che sia peggio di questa merda?

Vuoi che sia peggio che vivere in uno dei paesi più poveri dell’America latina? Dove ammazzano 2000 persone l’anno per strada? Sono confuso.

Sebastián, un contadino di Olancho, mi dice che lui è ateo, non è sposato ed è anarchico. Che guadagna 80 Lempiras (o Umpalumpa come dir si voglia) al giorno. Cioè tipo tre euri e mezzo. Forse perché è un fottuto anarchico senzaddio. Sarà per quello.

Qua il golpe continua, ma tutti i giornalisti se ne sono tornati a casa. Del resto per quanto tempo si può parlare dell’Honduras, oggettivamente? Mo per altri 50 anni basta. Già è tanto che ora qualcuno sa dove cazzo sta sulla carta geografica. E per chi non lo sapesse sta tra Costa Rica, Nicaragua e El Salvador. E mo lo sanno proprio tutti.

La verità è che mi manca il Messico, che in confronto a qui è la Svizzera. E non pensavo che avrei mai detto una cosa del genere. 

Ieri intervistavo un ricco industriale. Il presidente degli industriali, parente di un ex presidente. Un ciccione barbuto nella sua casa da paura in uno dei quartieri ricchi di Tegucigalpa. Mi spiega perché tutti i poteri forti sono a favore del golpe, ma ci tiene a farmi sapere che lui è un socialdemocratico. Un socialdemocratico!! In Centroamerica!! Follia pura. Manco fosse la Svezia cazzo. E ci tiene a sottolineare che suo cugino era Schafik Handal, uno dei capi del Frente Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale del Salvador. I guerriglieri comunisti. 

Fatti bello con tuo cugino e poi appoggia i colpi di stato nel tuo paese. So boni tutti. Allora pure mio cugino suona in un’orchestra in Germania, ma questo non fa di me né un musicista né un tedesco. Porca troia. Poi mio cuggino sa un colpo segreto che se te lo dà dopo tre giorni muori.

Insomma. La conclusione è che in fondo dell’Honduras, come sempre, non glie ne fotte un cazzo a nessuno. I ricchi continueranno a mangiare e a fare carne di porco di tutti gli altri. Come è sempre stato. E calerà di nuovo il silenzio su questa “repubblica” bananera. 

Avete avuto i vostri 15 minuti di fama. Adesso non rompete più i coglioni per favore.

Non è più tempo di rivoluzioni. Non è più tempo di lotta armata. Per i colpi di stato si può fare un’eccezione.

2 Risposte

  1. Ciao, ringrazio Doriana per avermi permesso di conoscerti.
    Un abrazo y cuidate.

  2. […] https://radicalshock.wordpress.com/2009/07/10/diario-dalla-repubblica-bananera-dellhonduras-4/ […]

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