diario dalla Repubblica Sandinista del Nicaragua


 

ombra di Sandino

ombra di Sandino

C’è da dire che qui in Nicaragua sono stati un po’ presi per il culo. Domenica ci butteremo tutti in Plaza de la Revolución a festeggiare i 30 anni del triunfo sandinista. Cazzo che emozione! Dopo 30 anni i sandinisti al potere in Nicaragua. Tutto deve essere da paura. I sandinisti so compagni. Hanno riportato questo paese centroamericano a dei livelli di vita decenti. Finalmente!

Certo, peccato che il centro di Managua pare che l’abbiano bombardato due ore fa, invece è il terremoto del ’72 che l’ha raso al suolo. E poi non hanno fatto in tempo a ricostruirlo. Te credo, con tutte le cose strafighe che dovevano fare.

Certo, peccato che non ci sono strade e la città è piena di monnezza perché non hanno costruito infrastrutture, ma chissà quante cose sono state fatte invece.

Certo, la gente dice che si muore di fame e io vedo in giro persone povere, case povere, strade povere e sguardi smarriti. Ma sicuramente tra sandinisti e neoliberali, che sono stati al potere per 16 anni, avranno fatto infrastrutture da paura che a me non è ancora capitato di vedere.

Certo, Daniel Ortega, il presidente sandinista, fa un po’ di affari con Hugo Chávez, ma sicuramente non sarà vero quello che dice padre Fernando Cardenal, uno dei 12 intellettuali che ha inventato la rivoluzione sandinista, quel gesuita che a mille anni lavora ancora insieme ai ragazzini di strada per insegnargli a leggere e scrivere, non sarà vero quello che dice lui, che il FSLN si magna ogni anno 400 milioni e non investe proprio un cazzo nel paese lasciando il popolo nicaraguense a marcire nella miseria.

Saranno voci. Ma sono tutte le voci che sento. È un coro di gente che ha creduto nel sandinismo e mo gli hanno fatto un buono. Dice, e che vor dì? Che se la pijano nder culo.

Ma sicuro io mi sbaglio. Sicuro ci deve essere un’altra spiegazione a questa miseria. E sono io, europeo, superficiale e cazzone che non ho la capacità di vedere.

In compenso incontro persone gentili, disponibili, generose. Allora mi dico che come al solito io non ci capisco un cazzo. Tanto per cambiare.

Ci sono dei laghi e dei vulcani in Nicaragua. C’è una bellissima città coloniale che si chiama Granada. E ci sono molte banane anche qui. Io continuo a andare in giro a intervistare i reduci della rivoluzione sandinista per farmi spiegare perché non capisco un cazzo. 

Fa caldo e mi mangiano le zanzare. E in città c’è ovunque l’ombra di Sandino. Non in senso metaforico. In senso stretto. Tipo gli enormi tori neri che campeggiano in Spagna. Ecco. Qui sono enormi “ombre di Sandino”. Dove ci vediamo? Rispetto all’ombra di Sandino due cuadras verso il lago. 

Forte.

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