diario da Città del Messico. l’anno della Tigre


anno della tigre

Buon duemilaieci. Buon anno. Benvenuti a tutti nell’anno della Tigre.

Di nuovo a casa. Dopo settimane a mangiarmi il fegato a Roma. Dopo settimane di freddo, di tosse e di moccio. Dopo settimane di pastasciutta di mamma. Dopo capodanno a Tulum. Ma questo succedeva nell’anno del Bufalo.

Per chi è uscito indenne, o riducendo i danni al minimo, o semplicemente vivo, dall’ingombrante anno del Bufalo, allora eccoci tutti nello sbrilluccicante anno della Tigre.

Nell’anno della Tigre invece si torna di nuovo nel Distrito Federal. Apro il giornale e leggo che a Los Mochis, Sinaloa, sono stati trovati dei resti umani, nello specifico una testa e un torace, dentro una hielera, un frigorifero, con appiccicato un cartello, un post it, che diceva “A Vicente Carrillo Chuy y J González, Geovany y Tito Lizárraga, a “Chapo” Isidro y a los policías que están con ellos… feliz año”.

Ecco, una bella maniera per cominciare l’anno, lasciare pezzi umani in un frigorifero, giusto per non dimenticarci di dove siamo. Evviva l’anno della Tigre!

Nell’anno della Tigre ci si aspettano grandi cose. In questo paese, che è il Messico, dove ci vivo dentro, l’anno della Tigre è anche quello della tanto attesa e famosa rivoluzione. Dice che qua devono fare una rivoluzione ogni 100 anni e mo è scattato proprio l’anno cento. E dunque mi preparo ad accogliere sta rivoluzione con il giusto spirito.

Mentre aspetto seduto che arrivi la rivoluzione leggo che l’anno della Tigre ci ha portato già un regalo: a Rosarno, nella Calabria che tanto amiamo, ci sono dei immigraticlandestinidelinquentinegrisottosviluppati, che protestano. Vengono menati. Essi si ribellano, come osano? essi sono dei negri e non devono ribellarsi mai alla mano del padrone (calabrese in questo caso) che li mena con saggezza e italianità manifesta.

E dunque leggo LA CALABRIA BRUCIA, e benché sappia che in realtà si stanno finalmente realizzando le conseguenze di anni di incitamento alla violenza razziale da parte di un po’ tutti, e quindi che non c’è nulla di divertente nel vedere le foto di copertoni e mobili bruciati in mezzo all’avenida principál di Rosarno, nonostante questo provo un brividino di piacere nell’immagine repentina che passa dietro la mia retina o dietro il mio cervelletto o dove cazzo passa, di una Calabria che finalmente brucia. Che finalmente viene purificata, si trasforma in cenere che potremo tutti spargerci sul capo.

La Calabria brucia. La Calabria brulica. La Calabria burqua. Nell’anno della Tigre.

Ho scoperto che Vittorio è nato nell’anno della Tigre. Non so in quale. Sicuramente non in questo. Esso spera che ciò lo metterà al riparo dalle mie angherie, e da quelle, molto più severe, che deciderà di affibbiargli la vita. La sua inutile vita.

Benvenuti nell’anno della Tigre. Mi ricorda molto i versi di una vecchia canzone dei Prophilax, storico gruppo porno rock romano. La canzone era il Giorno della Ceppa. E mi sembra che sia rappresentativa dei tempi che stiamo vivendo. E anche un po’ dell’anno della Tigre. diceva così. (i più sensibili alle volgarità possono fermarsi qui nella lettura del post. di seguito solo porcate cazzi e culi. p.s. Ceppa vuol dire tecnicamente glande. Cazzo, per estensione)

Caro culo te saluto,
oggi è il Giorno della Ceppa.
Ed è inutile che scappi
tanto prima o poi te becca.

Il Giorno della Ceppa
ormai è arrivato
non ti resta che pregare
perché il culo è ormai spacciato!

BUON ANNO DELLA TIGRE. E BUON GIORNO DELLA CEPPA

5 Risposte

  1. che rabbia e che piacere, era solo questione di tempo prima che ‘sta terra bruciasse, scoppiasse e quindi vai…. scorie radioattive, appalti di merda, cemento come se colasse, rifiuti umani e non, immigrati trattati come cani, la ‘ndrangheta comanda, che?!! ve ne siete accorti adesso?? e bravi!! che paese demmerda e la calabria è il concentrato di tutto.
    fanculo con furore e lo posso dire che so calabrotta doc.
    bravo fede
    p.s. anche una centrale nucleare… perché non pensarci! a ‘sto punto…

  2. quanto veleno,amico mio,nelle tue parole!settimane a mangiarti il fegato a Roma…e vabbè che tu madre è veneziana,ma me lo potevi di’,che te le portavo du fettine,na coppietta,o che so,du saltimbocca.tocca chiamà però.facciamo così,quando arrivo lì mi porto appresso un par de latifondisti calabresi.così li metti in frigo,a pezzi e te ce sei fatto la spesa grossa.
    saudades
    un amico

  3. “La Calabria burqua” è un piccolo capolavoro fotografico🙂

  4. Il giorno della ceppa devasta.

  5. …e anche:
    La Mega-ceppa sorgerà
    Su nel cielo per punire l’umanità
    E era ora!

    P.S.
    Nun anna’ a Haiti deficiente!

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