Anche se voi vi credete assolti


Sembra il figlio di tutti noi quando lo guardiamo dormire. Quando pensiamo che sia la cosa più bella che ci è capitata. Quando sentiamo che faremo l’impossibile perché non gli accada mai nulla di male. Per questo fa tanto male vederlo lì morto. Perché ci fa capire che razza di merde siamo. Che miserabili assassini siamo capaci di essere. Ci fa capire che siamo per sempre coinvolti.

Non sono i postfascisti analfabeti come Salvini e la sua schiera di pezzi di merda (perché solo così si può definirli) che lo seguono. Non sono le valanghe di stronzi che gridano alla pulizia etnica, inneggiano all’uso delle ruspe, bruciano case di rom o di migranti. Non sono loro il problema. Siamo TUTTI NOI il problema. Cittadini di un paese in cui essere fascisti e fare le cose sopra elencate è consentito. È divenuto un tema di libertà di parola, di espressione, di culto.

Bene, queste sono le conseguenze del tollerare il fascismo, considerare il razzismo un vezzo, una boutade. Non indignarsi più per nulla.

Non c’è spazio per la feccia fascista. Non si può tollerare, né giustificare, né coprire. Salvini non va invitato in tv non perché non abbia un seguito, ma perché abbiamo già visto cosa porta la gente come lui. Anche se fa audience, anche se fa ascolti. È solo feccia. È una scoria. Una scoria che cavalca i sentimenti più bassi di un paese alla deriva.

Le mani di quel bambino, la sua posizione, ci fanno svegliare momentaneamente da un sonno grottesco. Siamo scioccati perché vediamo in lui i nostri figli e ci fa orrore. Siamo incapaci di capire che “aiutiamoli a casa loro” o “rimandiamoli indietro” è la sentenza di morte che infliggiamo a migliaia di bambini come quello, a centinaia di migliaia di persone. Ma siamo così ipocriti da non volerne vedere i corpi, da non voler sentire la puzza della loro morte.

Per questo siamo tutti coinvolti.

Una Risposta

  1. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” diceva uno.

    Non è il “fare morali” agli altri che ci rende migliori.
    Questo vale soprattutto per i sinistrati di ogni epoca, che sono tanto prodighi di prediche.

    Ci rende migliori l’avere consapevolezza di quello che facciamo agli altri e delle nostre responsabilità nei confronti del prossimo.

    E il prossimo non è per forza extracomunitario, nero o proveniente dal Sud del mondo.

    Il prossimo è l’individuo che ti sta davanti.

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